Giovedì 22 gennaio 2026 da Gelindo dei Magredi Vivaro
Consiglio Direttivo del Club
Serata con Bruno Vivian apicoltore
“Un ronzio di futuro: le api, il battito del nostro pianeta”
“Lo chiamano ‘l’ammaestratore di api’ perché è capace di recuperare e di farsi ubbidire dagli sciami in fuga, o smarriti, finiti nei luoghi più disparati: camini, cespugli, ma anche tavolini dei bar … creando ansia e terrore.” Così la Presidente del Club Rosanna Rovere ha presentato l’ospite della serata del Rotary, Bruno Vivian, imprenditore edile di Cordenons, apicoltore per passione che le api le conosce fin da bambino grazie all’interesse che gli è stata trasmessa da una zia. Vivian, accompagnato da Alessandra de Nardi, anch’essa appassionata apicoltrice, ha poi svolto una relazione sull’affascinante mondo di questi insetti che sono fondamentali per la vita dell’uomo sul pianeta. Vivian ha parlato delle api, di come sono organizzate negli alveari, del loro ciclo di vita e riproduzione e del loro fondamentale ruolo nell’impollinazione dei fiori che poi daranno i frutti, di ciò che producono grazie a un meticoloso e duro lavoro: il miele, la pappa reale, la propoli, la cera e il pane d’api. Nella sua relazione ha parlato anche delle proprietà benefiche dei prodotti dell’alveare che aiutano l’uomo a curare e prevenire malattie; il miele, ha ricordato, è utile anche per guarire le piccole ferite della pelle perché ha proprietà cicatrizzanti. Il relatore, che non usa guanti alle mani quando opera con le api, ha spiegato come bisogna approcciarsi a questi straordinari insetti: non bere alcool poiché trasuda dalla pelle e irrita le api, vestirsi con panni chiari, non essere cattivi con loro e mai mettersi davanti agli alveari. Sono precauzioni frutto di conoscenza ed esperienze dirette che permettono a Vivian di prendere in mano uno sciame in fuga con la regina e collocarlo nell’alveare più adeguato. L’ape regina è al centro dell’alveare ed ha un ciclo di vita di circa quattro anni. È fecondata una sola volta, ha un corpo più allungato rispetto le altre api, poiché ha sviluppato di più l’apparato riproduttivo. La regina è curata, nutrita e depone dalle 2.000 alle 3.000 uova il giorno anche perché il ciclo di vita di un’ape operaia è attorno ai 55 giorni e nell’alveare deve essere sempre riprodotta la specie. La sorte dei maschi e predestinata perché dopo la fecondazione della regina scompaiono giacché servono solo a questo. L’alveare è un ambiente pulitissimo e le nuove api nei primi giorni della loro vita sono dedicate proprio a questo, poi svolgono le funzione di guardiane dell’alveare, per dedicarsi successivamente alla raccolta del polline come operaie. La temperatura nell’arnia è attorno ai 34 gradi centigradi e ve ne stanno mediamente tra le 70 e 80 mila. Le api comunicano tra loro, ha precisato Vivian, per individuare i fiori dove andare alla raccolta del polline. Vivian, che ha diversi alveari fino ad Arta Terme in ambiente incontaminato, ha poi spiegato le diverse qualità di miele che sono il frutto degli ambienti e delle piante del luogo dove sono posti gli alveari e lui ha una predilezione di quello del tiglio e del castagno. I principali nemici delle api sono i diserbanti che si usano in agricoltura, tutto ciò che è inquinamento ambientale e alcuni parassiti, la “braula coeca” e la “varroa”, pulci a acari che le uccidono. Vivian ha infine ricordato che nella sua vita di apicoltore in un’occasione ha sentito anche il suono piacevolissimo della regina e nei suoi progetti futuri vi è l’idea di realizzare un “apiario del benessere” un luogo dove l’uomo possa beneficiare a pieno delle tante proprietà delle api.
Prima della serata con Bruno Vivian si è riunito il Consiglio direttivo del Club che ha esaminato alcune problematiche dell’attività del Rotary e, nel corso di questa riunione, la Presidente Rosanna Rovere ha presentato il programma di febbraio che di seguito pubblichiamo.













