La lettera del Presidente del club Rosanna Rovere ai soci prima della pausa estiva
Carissime Amiche e carissimi Amici Rotariani,
prima che l’estate entri nel vivo e ciascuno di noi possa concedersi un po’ di meritato riposo, desidero inviarvi, a nome mio e del Consiglio Direttivo, un caloroso saluto e un sincero augurio di buona estate.
È stato un periodo intenso e stimolante, durante il quale abbiamo potuto rafforzare il nostro spirito di servizio e la nostra amicizia rotariana.
Il nostro anno rotariano è appena iniziato ma auspico che l’impegno, la presenza e la partecipazione che avete dimostrato continueranno all’insegna dello spirito di servizio e dei valori che caratterizzano il nostro essere rotariani. Sono certa che, dopo la pausa estiva, riprenderemo con entusiasmo il nostro cammino, pronti ad affrontare nuove sfide e a realizzare insieme nuovi obiettivi.
Vi auguro una serena estate, ricca di relax, sorrisi e momenti felici con le Vostre famiglie e le persone care. Con amicizia
Rosanna
Agosto 2025
Consegnato al club dal Rotary International il PREMIO PER L’ECCELLENZA DEL CLUB 2024/2025
Nei primi giorni di agosto è stato inviato al club da parte del Rotary International il “Premio per l’eccellenza del club 2024/2025”, quello che fino a pochi anni fa si chiamava Attestato Presidenziale. È il riconoscimento da parte del Rotary International per aver raggiunto gli obiettivi indicati all’avvio dell’annata rotariana 2024/2025. Il club questo premio lo sta ricevendo in modo continuo da diversi anni ed è l’indice del suo buon funzionamento sui diversi aspetti della vita di ogni club rotariano: dalle donazioni alla Rotary Foundation a quelle per la Polioplus, dall’incremento dell’Effettivo alla realizzazione dei service e a conseguimento degli altri obiettivi che sono indicati prima dell’avvio dell’annata. Da segnalare che il club già a marzo scorso aveva realizzato molti obiettivi, ottenendo il Premio fra i primi club del Distretto Rotary 2060, poi incrementati nei mesi successivi. Da ricordare ancora che non tutti i club ottengono tale riconoscimento ed è quindi motivo di soddisfazione ed anche per questo il Presidente dell’annata Marco Castellarin ha ringraziato tutti i soci per aver concorso a realizzare gli obiettivi dell’annata: “Un premio, ha dichiarato, ottenuto tutti insieme”. Vale la pena ricordare alcuni numeri: 3.105 dollari di donazioni, 72 eventi nell’annata, cinque nuovi soci, 22.500,00 euro investiti in ben venti service. Un bilancio delle attività del club ottimo che ha ottenuto il giusto riconoscimento del Rotary International.
Il club partecipa all’HappyCamp di Lignano
Il club partecipa con una persona con disabilità e un accompagnatore all’HappyCamp 2025 di Lignano che si svolgerà nella città dal 24 al 30 agosto nel Villaggio Bella Italia. Il Camp di Lignano è la naturale continuazione dell’AppyCamp di Ancarano che per molti anni si è svolto il Slovenia con la collaborazione dei Rotary Club locali. La partecipazione dell’ospite del nostro club è stata seguita dal socio Gianluigi Beltrame che da molti anni si occupa di questa importante attività del club. Il Camp di Lignano ospita persone con disabilità dal nostro Distretto e da altri Distretti con i rispettivi accompagnatori e prevede una settimana di attività terapeutiche e ricreative per un centinaio di ospiti. La struttura alberghiera che ospiterà l’evento offre eccellenti servizi per persone con disabilità con una spiaggia accessibile, piscine coperte e scoperte, un parco acquatico e un ambiente con traffico limitato, ideale per garantire sicurezza e tranquillità.
Il Distretto sostiene il service “Le plastiche: da rifiuto a risorsa”
Nei primi giorni di agosto è giunta la buona notizia che il Distretto, nel primo bando dei finanziamenti per i service dei club dell’annata 2025/2026, ha approvato la richiesta di sostegno economico al service del club “Le plastiche: da rifiuto a risorsa”. Il service è stato concordato con l’Istituto di Studi Superiori “Il Tagliamento” di Spilimbergo che coinvolgerà gli studenti e i docenti nella sua realizzazione. L’obiettivo del service, coordinato dal socio Attilio Cattaruzza, è di offrire una fotografia reale dello stato dell’inquinamento ambientale derivante dalle plastiche e microplastiche e definire con chiarezza gli aspetti ambientali derivanti e attivi, caratterizzare la funzione del materiale plastico e i suoi aspetti incontrastabili per le sue proprietà. Si tratta di realizzare una visione realistica dello status quo della problematica dell’inquinamento da plastiche ma con la prospettiva di risolverla attraverso una mirata e rivoluzionaria azione d’informazione sulla comunità territoriale, sulle famiglie, sulle nuove generazioni partendo dall’istruzione scolastica.
Mercoledì 13 agosto 2025 da Pitàrs a San Martino al Tagliamento
Convegno “Una camminata per la vita”
La sintesi dell’intervento di Rosanna Rovere
La violenza di genere è soprattutto un problema culturale
La Presidente del Rotary Club Maniago-Spilimbergo, Rosanna Rovere, è intervenuta a San Martino al Tagliamento, anche nella sua veste di avvocato civilista, a un convegno nell’ambito delle iniziative organizzate da “Una camminata per la vita”, che ripercorre i luoghi dei femminicidi e che vuole educare ai principi del rispetto e della sacralità delle vita. La sua relazione ha affrontato il tema degli “Aspetti legali di tutela delle donne”. Al convegno presieduto dal giornalista Maurizio Pertegato, era presente un secondo relatore, il Commissario Capo della Polizia Locale, Massimo Pascottini, della Comunità di montagna della Carnia. Numerose le autorità intervenute: alcuni sindaci e rappresentanti di comuni, con in testa quello di S. Martino al Tagliamento Lorena Baruzzo, il Consigliere regionale Carlo Bolzonello, il Presidente regionale dell’ANCI, Dorino Favot, la rappresentante della Commissione regionale per le Pari Opportunità. Di seguito la sintesi del suo intervento.
Sono passati quasi trent’anni dall’approvazione in Parlamento avvenuta il 15.02.1996 della legge n. 66, che ha riqualificato il reato di violenza sessuale inserendolo tra i delitti contro la libertà personale. In precedenza, era considerato un reato contro la moralità pubblica ed il buon costume. Ci vollero circa 20 anni e l’azione congiunta di tutte le donne parlamentari, appartenenti a schieramenti politici diversi e tra di loro antagonisti, perché anche in Italia venisse finalmente introdotta una normativa di effettiva tutela delle donne vittime di violenze. Il bene giuridico protetto dalla norma non è più la moralità pubblica, bensì la libertà di autodeterminazione della donna in ordine alla propria sfera sessuale. A distanza di quasi trent’anni dobbiamo ancora occuparci di questa tematica come se nulla fosse cambiato. Una donna su tre nell’Unione Europea ha subito violenza fisica o minacce e/o violenza sessuale nel corso della propria vita. Il femminicidio in Italia, come nel resto del mondo, è ancora un fenomeno di estrema attualità ed i numeri sono ancora oggi quelli di una strage che non accenna a fermarsi. Nel 2024, nel nostro Paese 109 donne sono state uccise, di cui ben 95 in ambito familiare o affettivo. Sono numeri impressionanti i quali, nonostante si registri una lenta ma costante flessione rispetto agli anni precedenti (141 femminicidi nel 2018), attestano una vittima ogni tre giorni. Sono peraltro in costante aumento le violenze, commesse soprattutto in ambito familiare. Le norme di legge per quanto buone però da sole non bastano per contrastare il dilagante fenomeno della violenza, prima di tutto perché ad applicarle sono gli uomini e quindi ci vuole una particolare sensibilità da parte di tutti gli operatori coinvolti, ma soprattutto perché il piano della repressione non è sufficiente. La violenza di genere è soprattutto un problema culturale: è profondamente radicata nella vita quotidiana, in tutti gli strati sociali, non conosce differenze geografiche, di classe o di età e impregna il linguaggio, tanto quello comune che quelli della scienza e della politica. La violenza nasce dalla mancanza di rispetto per l’altro, che può essere donna ma può essere anche un soggetto diverso da sé. Occorre allora insegnare la cultura del rispetto, a partire dalle scuole. La scuola è il luogo privilegiato in cui intervenire per prevenire il diffondersi e il radicarsi di culture sessiste e discriminatorie. L’istituzione scolastica diventa il contesto ideale dove fornire modelli alternativi perché, a differenza della famiglia e della società, le relazioni sono importanti ma meno coinvolgenti e più libere da condizionamenti. Istruzione, risorse per le scuole, educazione sentimentale obbligatoria e strutturata, formazione per insegnanti, dirigenti scolastici, educatori sono le strade da intraprendere. Serve un confronto diretto con i soggetti che operano sul campo a partire dai centri antiviolenza e le forze di polizia.













