Giovedì 3 settembre 2026
Consiglio Direttivo e Serata conviviale
“Il mare comincia qui”
Dott. Maurizio Pessina
(a.s.) Dove inizia il mare?” Con questa domanda evocativa, quasi romantica, davanti all’immagine di un’immensa distesa blu, si è aperta la serata rotariana con ospite e relatore il geologo marino Maurizio Pessina, che però ha subito rotto ogni incanto con una risposta tanto dissacrante quanto concreta: “il mare inizia nel wc di casa nostra”. Figura apicale in Regione in materia di sviluppo sostenibile e gestione delle risorse idriche relativamente agli scarichi di acque reflue, Pessina ha quindi spiegato questa cruda realtà, illustrando con più inquadrature, quasi in una sequenza cinematografica, il percorso di ciò che noi gettiamo negli scarichi sino a quando arriva al mare, dove poi andiamo felici e ignoranti a fare il bagno durante le vacanze. Un mare sempre più inquinato e surriscaldato, come denunciato durante questa torrida estate. Un mare che Pessina conosce bene, avendo partecipato a diverse crociere oceanografiche per studiarne l’ambiente e i fondali e che i depuratori allo stato non sono in grado di mantenere in sicurezza. “Nel corso degli anni i gestori idrici, spendendo grandi somme, hanno fatto sì passi da gigante in questo settore, ma la depurazione è ancora scadente e a macchia di leopardo. Per esempio – ha sottolineato – in Friuli-Venezia Giulia ci sono 1000 depuratori di cui 600 in provincia di Udine contro i 60 di quella di Trento”. Anche il sistema fognario presenta deficit e criticità: “fare una condotta però non è come posare cavi elettrici, significa sventrare un paese, significa fare progetti milionari che tengano conto che ogni abitante, lo dice la statistica, scarica 200 litri di acqua al giorno, che siano realizzati in pendenza, dall’alto verso il basso e quant’altro, prima di arrivare ai depuratori”. Depuratori che, come detto, sono insufficienti o poco efficaci. “Nella maggior parte dei casi in Friuli si tratta d’impianti a vasche Imhoff – ha detto l’esperto – realizzate dopo il terremoto che lavorano per sedimentazione, sfruttando la gravità: il materiale pesante finisce sul fondo, le sostanze leggere restano in superficie e o passano in un’altra vasca per ridurre il carico organico oppure vengono chiarificate”. Ma alla fine, nella maggior parte di queste vasche si abbatte soltanto il 30% del carico organico. Il resto finisce in mare. Per quanto riguarda la parte sedimentata, i fanghi, il lavoro principale di depurazione lo fanno i batteri. Il fango prodotto è in quantità rilevanti e può essere riciclato: o produce biogas per far funzionare gli impianti di depurazione oppure viene trasformato in concime per l’agricoltura. Ma, attenzione, pure in questo caso ci sono luci e grandi ombre. “Nelle fogne non finisce soltanto l’organico, ma molto di più pericoloso – ha messo in guardia Pessina – per esempio ci sono le microplastiche, per le quali per altro non c’è ancora un preciso sistema di misurazione. Allarmante è anche la presenza dei Pfas (composti chimici utilizzati per impermeabilizzare i tessuti e per rendere le pentole antiaderenti), che non si degradano nell’ambiente. Si tratta di inquinanti tossici rilevati con clamore alcuni anni or sono nell’acquedotto in Veneto e che nel Pordenonese hanno interessato per ora soltanto dei pozzi artesiani. La causa in provincia sembra dipenda soprattutto dall’utilizzo che si fa alla Base Usaf di schiume anti-incendio durante le esercitazioni. Queste sostanze si filtrano coi carboni attivi, ma sono difficili da eliminare”. Difficile da gestire è anche l’acqua piovana che in grandi volumi dilava piazzali, strade e siti inquinati e finisce in mare. “Tutto finisce in mare – ha ribadito l’esperto – attraverso gli scarichi, a cominciare, esempio efficace, dall’olio della scatoletta di tonno, che viene normalmente rovesciato nel lavandino. Tutto quello che facciamo – ha concluso Pessina – impatta in maniera considerevole sulla qualità dell’acqua e anche dell’aria e pertanto servono consapevolezza e scelte virtuose”. E lui di scelte nobili ne sa qualcosa poiché da 25 anni va al lavoro utilizzando i mezzi pubblici e in corriera ho pure scritto un romanzo, “Essere acqua in mare”, ambientato nella laguna di Marano. E come si sente l’acqua? è venuto spontaneo chiedergli. E lui ha risposto: “Se sei acqua non puoi sentirti smarrita in mare”.
L’interessante serata con il geologo Pessina è stata introdotta dalla presidente del Rotary Club Laura Sbrizzi, dopo l’incontro con il direttivo che ha approvato all’unanimità sia il conto consuntivo 2026 che quello preventivo 2027.
Venerdì 31 luglio 2026 – Scuola di Mosaico – Spilimbergo
Inaugurata la mostra degli allievi
“mosaico&mosaici 2026”
È stata inaugurata a Spilimbergo venerdì 31 luglio 2026 la mostra allievi Scuola di Mosaico, una pregevole iniziativa che ha presentato i molti lavori eseguiti nel corso dell’anno dagli allievi dell’Istituto. Alla manifestazione ha partecipato anche il Rotary Club Maniago-Spilimbergo con il presidente eletto Michelangelo Serena in rappresentanza della presidente Laura Sbrizzi. Erano presenti molte autorità: l’assessore regionale, Cristina Amirante, il senatore Marco Dreosto, il Presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, il Sindaco di Spilimbergo Enrico Sarcinelli, diversi esponenti dei gruppi militari, esercito e carabinieri. Il direttore della Scuola, Gian Piero Brovedani ha moderato la presentazione aperta dall’intervento del Presidente Stefano Lovison che ha richiamato i successi e della crescita della scuola, con la realizzazione dei 1.400mq di pavimentazione esterna in pietre naturali e la partecipazione nutrita di studenti da diversi paesi del
mondo. La mostra “mosaico&mosaici 2026” è rimasta aperta fino a fine agosto, con l’esposizione dei lavori dei ragazzi e ragazze impegnati a diventare maestri mosaicisti. Il Rotary Club Maniago Spilimbergo continuerà nella collaborazione con l’Istituto l’attribuzione del Premio “Nemo Gonano”, una borsa di studio per uno studente o studentessa del secondo anno.
Venerdì 31 luglio 2026 – Podere Gelisi – Villotte di San Quirino
Presentata la nuova Lamborghini
La sorpresa del “1R”
Sergio Gelisi, imprenditore agricolo, titolare del “Podere Gelisi” alle Villotte di San Quirino, socio del Rotary Club Maniago-Spilimbergo, comandante onorario alla base di volo USAF di Aviano e tante altre cose, non finisce di sorprendere. Venerdì 31 luglio ha convocato una grande festa nella sua cantina per mostrare il suo ultimo acquisto. Tutti si attendevano un’auto del prestigioso marchio di Sant’Agata Bolognese di chissà quale modello. La figlia Deborah ha fatto un prologo spiegando il tormento di questa famiglia per questo nuovo investimento, poi la sorpresa: l’arrivo della banda musicale di Roveredo in Piano e al seguito l’acquisto guidato da Sergio. Un trattore Lamborghini del 1962 “1R”, una trattrice, che negli anni sessanta era usata nel podere, riacquistata e rimessa a nuovo perfettamente funzionante. Un pezzo da museo, ha ricordato Gelisi, che in quegli anni Sessanta aveva sostituito i buoi e le fatiche dell’uomo nei lavori della terra. Un richiamo forte alle origini di quest’azienda vitivinicola di successo frutto del lavoro e del sacrificio del padre Antonio Gelisi, che arrivò alle villotte nel 1961, esule da Umago e poi dal campo profughi degli esuli istriani a Cremona. A loro fu assegnato il podere delle Villotte n. 45 che seppero coltivare con la vite e fare un buon vino, oggi esportato nel mondo. Una festa contadina, si sarebbe detto un tempo lontano, con musiche e cibo per tutti. Oggi una festa d’imprenditori agricoli e dei loro amici e clienti, alla quale sono intervenute anche le autorità, dall’Assessore regionale all’Agricoltura del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zanier, ai consiglieri regionali e altre rappresentanze. Una bella pagina di un’azienda innovativa moderna, gestita dalla seconda generazione, da Sergio e sua moglie Marzia, con i figli appassionati di questo mestiere già in azienda, con Deborah già abile imprenditrice. Una storia di successo di persone che amano la terra, quella terra che in Istria hanno dovuto abbandonare tanti anni fa, ma che hanno saputo ricostruire vite, famiglie e lavoro alle Villotte, al Dandolo di Maniago, a San Quirino e in altri luoghi facendo di terra sassosa, magra, con poca acqua, l’occasione del loro riscatto. Oggi quei luoghi sono diventati dei veri e propri giardini coltivati a vite, frutteti e granaglie, irrigati con l’acqua dei bacini montani pordenonesi. Pagine di vita bella, così come il recupero della trattrice Lamborghini che Sergio Gelisi ha voluto riportare in azienda e a nuovo lustro. E lui, ancor oggi, ha i piedi ben piantati per terra, perché la vera ricchezza è l’amore per il suo lavoro, la cura del suo podere, la famiglie e gli amici e della terra.
Incontri al Rotary Club S. Vito al Tagliamento e al lago della Burida
La Presidente del Club Laura Sbrizzi ha partecipato nei giorni scorsi a due distinti incontri organizzati dai Rotary Club San Vito al Tagliamento e Pordenone Alto Livenza. Il primo incontro si è svolto a San Vito al Tagliamento ed era dedicato a una raccolta fondi per il sostegno al progetto del Club “Progetto Madagascar”: si tratta di una sovvenzione globale nell’area della tutela della salute in Madagascar, per un intervento a sostegno del sistema sanitario locale e le strutture ospedaliere. Nella serata sono stati raccolti 1.420 euro.
Il secondo incontro si è svolto, come da tradizione, in una serata conviviale offerta dal socio del club Palazzetti al Lago della Burida. L’incontro è stato promosso dal Rotary Club Pordenone Alto Livenza. Anche questa serata è stata dedicata alla raccolta fondi per il service del club ed ha permesso di raccogliere 1.500 euro. Oltre ai soci rotariani e i loro ospiti, erano presenti numerose autorità pubbliche, fra questi i sindaci di Porcia Marco Sartini e di Pordenone Alessandro Basso con numerosi amministratori comunali.
L’ecografo per la Sierra Leone
Lo scorso anno il nostro club ha partecipato a un service per l’acquisto di un ecografo per un ospedale della Sierra Leone dal CUAMM Medici per l’africa con un contributo di 250 euro. Il CUAMM è un’associazione di medici, infermieri e professionisti che, nel corso degli anni, hanno scelto di mettere la propria competenza al servizio delle comunità più povere e isolate del continente africano, portando cure, formazione e sostegno dove ce n’è più bisogno.
Pordenone 19 settembre ore 11.00 Pro Pordenone
Presentazione del libro di Francesco Longo “Ambiente e diritto transnazionale”
Presenta Pompeo Pitter
Con questo libro Francesco Longo esplora il coordinamento amministrativo e la tutela transfrontaliera di ambiente e salute. Attraverso l’analisi della giurisprudenza della Corte di Giustizia UE e un approccio comparato con gli USA, l’opera approfondisce le dinamiche interregionali italiane. Lo scopo è di trovare una matrice comune di equità e proporzionalità giuridica che permetta la collaborazione transfrontaliera, guidata dai principi giurisprudenziali laddove le leggi ordinarie non arrivano.
Pordenone 25 settembre Teatro Verdi ore 20.30 Interclub
Concerto per il CRO di Aviano
Si ricorda a tutti i soci questo concerto di buona musica che si terrà il 25 settembre al teatro Verdi. È organizzato da tutti e cinque i Rotary Club della provincia di Pordenone per raccogliere fondi per la scuola dei bambini al CRO. Potete comprarli anche se non venite per regalarli sono 20 euro. Ricordatevi che c’è più felicità nel dare che nel ricevere. Un pennarello rosso o un quaderno donato a dei bambini malati vi farà sorridere o vi emozionerà. Per comprarlo potete scrivere a me a Laura o a Cristina













